Cosa pensano i mercati delle banche Italiane ?

Finalmente Draghi è arrivato alla Banca Centrale Europea e non ha tardato a dare un segno di discontinuità rispetto al suo predecessore innondando il mercato di liquidità. Ma ripercorriamo le tappe. Appena insediatosi alla BCE, probabilmente non sarà sfuggito a Draghi la situazione di estrema gravità in cui versava l’Europa ed il proprio sistema bancario. Probabilmente in quel giorno di novembre il governatore avrà guardato il grafico sottostante che mostra l’andamento dei cds ovvero dei credit default swap delle principali banche europee. Avrà detto “caspita” !!

CDS fonte: Bloomberg – dati al 27 gen 2012                                             Si tratta infatti di una sorta di assicurazione pagata dal creditore per proteggersi dal rischio fallimento del debitore ed alla fine di ottobre questo termometro del rischio percepito dal mercato sul sistema bancario europeo lampeggiava rosso. Il mercato considerava tuttaltro che improbabile un fallimento delle principali banche europee. Situazione ancora peggiore quella delle banche italiane che in aggiunta alla crisi di fiducia che imperversava in Europa, pagavano anche il fatto di avere in pancia titoli del debito Italiano. Il sistema bancario europeo oltre ad avere difficoltà a trovare nuova liquidità doveva finanziarsi a tassi altissimi. Due giorni dopo l’insediamento, il governatore passa all’azione e decide di tagliare di 0,25 punti il tasso BCE e successivamente di un altro 0,25% per portare il tasso all’1%. Chiaramente la gravità della situazione, espressa dai prezzi dei CDS a livelli altissimi  su banche e stati, era ben chiara a Draghi. In dicembre si prosegue infatti con il quantitative easing modello FED e la BCE decide di innondare di liquidità un sistema bancario europeo oramai asfittico e non più in grado di trovare liquidità. L’operazione  consiste nel finanziare le banche al tasso dell’1% accettando come collaterale qualsiasi strumento inclusi i titoli di stato periferici di cui le banche italiane e non solo, erano e sono piene.  Se diamo uno sguardo alla consistenza dei titoli governativi italiani all’interno del portafoglio delle banche ci rendiamo conto di cosa questa manovra Draghi abbia significato per le banche italiane.

Fonte: Il Sole24ore 08/01/2012 dati in MLN di Euro

Poter finalmente offrire a garanzia alla BCE asset governativi italiani ottenendo liquidità al tasso dell’1% rimette in circolo la fiducia verso le banche italiane ed europee che attingendo a piene mani alle aste BCE si rafforzano. Improvvisamente i CDS sulle banche come dal grafico illustrato cominciano a scendere e così il costo di finanziamento del sistema bancario . La manovra espansiva della BCE non è terminata e verso la fine di febbraio vi sarà un’altra asta BCE simile a quella di dicembre per importi e tassi. La durata sarà di 36 mesi e ciò potrebbe fare pensare che il sistema bancario è stato messo in protezione almeno per 3 anni.  Dal grafico in cui compaiono gli asset in titoli di stato delle banche  italiane possiamo inoltre osservare come per i due principali istituti bancari quali Intesa ed Unicredit una grossa parte dei titoli governativi Italiani in portafoglio scade entro 12 mesi. Qualora il rischio percepito da Unicredit ed Intesa fosse anche legato ai governativi Italiani direi che il fatto che una grossa parte dei titoli abbia un orizzonte 12 mesi, dopo l’insediamento Monti, sia certamente motivo di grande sollievo e minor rischio. Quindi i mercati comincino a pensare bene delle banche e questo è un punto moltoimportante per la salute dell’economia. Tuttavia i prezzi dei corporate europei nel loro complesso sono, se paragonati alla storia, eccessivamente penalizzati dal mercato. In altre parole i CDS quotano ancora a livelli molto alti se paragonati alla loro media storica. Questo dovrebbe essere un buon segnale per il mercato azionario ed obbligazionario corporate europeo.

Fonte: tasso di default: 5 Y rolling (Moody’s). Tasso di default implicito: BofA ML/Bloomberg al 18 gen 2012

 

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Consulente finanziario Finecobank
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