Questa volta è diverso…

Negli ultimi tempi mi sono interrogato molto sulla straordinarietà o meno di quest’ultima crisi bancaria e sulla crisi degli stati dell’Unione Europea. Ciò poichè per molti, la crisi bancaria del 2008, non ha precedenti e così la crisi degli stati che ne è susseguita. Ma davvero è così, davvero sono eventi mai accaduti  o rarissimi ? Davvero possiamo parlare di “black swan” ? Così ho pensato che una analisi storica delle maggiori crisi bancarie e governative forse avrebbe fornito qualche informazione in più sulla straordinarietà o meno dell’evento. Tralasciamo le crisi inflazionistiche, valutarie e  scoppi di bolle dei prezzi degli assets azionari ed immobiliari che solitamente precedono le crisi bancarie. In particolare quest’ultimo argomento (immobiliare) pur essendo molto affascinante non ci consente di raccogliere facilmente dati sulle serie storiche dei prezzi immobiliari. Quindi, concentriamoci sulle crisi bancarie e sui default degli stati.  Da una analisi storica attenta di queste crisi emerge quasi sempre una convinzione antecedente l’evento che le crisi finanziarie non colpiranno quel paese o quel sistema bancario perchè “sono cose che accadono ad altri in quanto oggi si è imparato dal passato…”, “siamo più intelligenti e le vecchie regole non si applicano più…”ed ancora “questa volta il boom poggia su basi solide, riforme strutturali, innovazioni tecnologiche…”.Potremmo definire l’atteggiamento degli investitori come la sindrome da “Questa volta è diverso”. Alla vigilia dei default dei mercati emergenti e della grande depressione economica negli anni trenta si diceva ” non ci sarà mai un’altra guerra mondiale, una maggiore stabilità politica ed una forte crescita mondiale saranno sostenibili indefinitamente; il livello di indebitamento dei paesi in via di sviluppo è basso. “

Anche prima del 2000…questa volta era diverso …infatti il boom tecnologico, il nostro sistema finanziario eccellente, la nostra comprensione della politica monetaria ed il fenomeno della cartolarizzazione dei debiti …….avrebbe aperto una nuova epoca…..

Di esempi se ne potrebbero fare a decine e decine negli ultimi due secoli. Ma veniamo ai numeri. Partiamo dai default degli stati.

default1

default2In queste due tabelle appare evidente come l’opinione che i soli paesi ad andare in default siano quelli dell’america la latina e quelli europei a basso reddito sia una “approssimazione” della realtà e come tale può indurci in errore nel considerare i rischi delle nostre scelte d’investimento. Emerge anche che i paesi che hanno ripudiato il loro debito, soprattutto in epoche recenti, siano più inclini ai default seriali. Ovvero la volontà di onorare il debito è più determinante della capacità di farlo. Ma ora diamo uno sguardo alle crisi bancarie analizzando le tabelle qui sotto.

crisibancarie1

crisibancarie2

Quello che risulta è che le crisi bancarie domestiche durano molto meno delle crisi dei default sovrani probabilmente perchè è più costoso lasciare irrisolta una crisi bancaria piuttosto che una crisi sovrana. Inoltre emerge, per le economie avanzate, una certa ripetitività e serialità. Per esempio, Stati Uniti, Regno Unito e Francia dal 1800 in poi hanno avuto una altissima frequenza di crisi bancarie. Quindi se è vero che molte economie avanzate oggi sono riuscite a superare le crisi dei default sul debito sovrano non si può dire altrettanto per le crisi bancarie che si manifestano con una certa frequenza. L’evidenza empirica dimostra anche che spessissimo le crisi bancarie più gravi sono state precedute da una forte liberalizzazione nel settore finanziario. Concludendo potremmo affermare che davvero la storia si ripete e se qualcosa ci sembra nuovo è solo perchè l’abbiamo dimenticato….

Ma attenzione prima di giungere frettolosamente a conclusioni…..questa volta potrebbe essere diverso !

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Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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