I titoli azionari più popolari tra gli italiani

Chissà se il portafoglio titoli azionari dei clienti di Finecobank, uno dei maggiori broker on line, ci offre qualche spunto di riflessione. Tra i titoli più presenti nei portafogli dei clienti Fineco troviamo nomi blasonati e di facile riconoscimento presenti nel mercato azionario italiano da tanti anni. Si va dai bancari quali Unicredit, Intesa, Mps, passando per assicurativi quali Generali fino alle utilities quali enel etc..Maggiore è la dimensione della sfera e maggiore è la popolarità del titolo nei portafogli dei clienti Fineco. Ovviamente non possiamo essere certi che questi titoli siano anche maggiormente presenti nei portafogli degli italiani tuttavia data l’importanza del campione rappresentativo potremmo sostenere che con buona probabilità anche in altri istituti la situazione sia simile. L’analisi è volta a cercare di capire se seguire la massa può essere utile negli investimenti. Può sembrare una frase retorica tuttavia ci sentiamo molto più sicuri avendo un titolo in portafoglio che hanno tutti piuttosto che un titolo che non ha nessuno. Anche se perderà avremo meno paura poichè ci diremo che se anche altri l’hanno scelto avremo di sicuro fatto la scelta giusta. Scattano in noi questi meccanismi che potremmo definire “effetto carrozzone” o “carro del vincitore”. Ci piace seguire il flusso della folla.  Anche il fatto stesso che non vi siano nuovi nomi tra le azioni più popolari è un indicatore del fatto che ci sentiamo più sicuri acquistando brand a noi noti e vicini. Il caso Enel è emblematico, perchè la pubblicità, la lettura del marchio sulla bolletta che riceviamo ogni mese ci fa pensare che è una azienda solida ma soprattutto a qualcosa di familiare. Senza conoscere bilanci, stato patrimoniale, conto economico, non dovremmo esprimere un giudizio e diventarne soci eppure la maggioranza di noi si sente sicuro come azionista Enel.

popolari fineco

Ma andiamo per ordine e senza pregiudizi guardiamo l’andamento dei titoli di cui sopra negli ultimi 3 anni confrontandoli con l’indice FTSE Italia. A prima vista balza all’occhio che alcuni titoli sono stati maggiormente volatili rispetto ad altri e che la maggioranza a chiuso i 3 anni in rosso.
grafico titoli

Provando a riassumere in numeri l’andamento a 3 anni dei titoli rispetto all’indice scopriamo che il migliore di questi titoli è stato Fiat con un 8,5% e che il peggiore è stato MPS con un -79,78%. Un divario tra il migliore ed il peggiore del 88,28% !

titoli contro indice

Ditemi voi se non è il fato che ci avrebbe permesso di guadagnare in un mercato che scende o rovinarci in un mercato che è sceso…o…. crediamo ancora che fosse stato possibile selezionare Fiat e non Banca MPS in base ad una qualche congettura previsionale ? Ma, al di là dei rendimenti mi vorrei porre l’accento sul concetto di rischiosità ovvero sulla dispersione dei rendimenti o in parole più semplici sulla volatilità dei titoli oggetto di analisi, l’indice FTSE Italiano, Fiat SPA e B. MPS.

deviazione

La deviazione standard dell’indice è stata pari a 7,83% contro un 13,77% di Fiat ed addirittura un 20,70% di B.MPS. Quindi anche nel caso in cui, per grazia divina, avessi scelto il titolo Fiat SPA, avrei comunque sopportato una volatilità doppia rispetto all’indice FTSE Italy. Quindi, certamente, un modo facile ed efficace di diminuire l’imprevedibilità dei risultati sul mercato azionario e ridurre il rischio è acquistare un indice rappresentativo di quel mercato.

Ma è possibile fare ancora meglio ?

italy

Sembra di si a vedere i numeri. Sullo stesso periodo Lemanik e fidelity, due fondi specializzati Italia, non solo hanno ampiamente battuto l’indice ma hanno anche avuto una deviazione standard nettamente più bassa nel caso di Lemanik rispetto all’indice quindi una rischiosità minore. Lascio a ciascuno la propria riflessione ma con il monito di non ancorarsi a pregiudizi mantenendo un titolo in perdita per la sola ragione che perde e deve recuperare…..è come quando si inizia un viaggio e l’auto inizia a singhiozzare; si può decidere di continuare il viaggio cosi oppure si può decidere di sostituire l’auto e proseguire meglio e più sicuri il nostro viaggio. A tal proposito direi che è anche d’obbligo dare una occhiata agli ultimi 3 anni confrontando l’indice FTSE Italy e l’indice MSCI World

worldFTSE

Non solo il rendimento dell’indice mondiale è diamettralmente opposto ma ciò è stato ottenuto con la metà del rischio. Io credo che il 53% di differenza ottenuto con la metà del rischio debba fare riflettere tutti noi che operiamo nel settore e coloro che risparmiamo denaro per il domani e per i nostri obiettivi ma soprattutto non può essere ignorato…..perchè…..tanto… sto perdendo…….

Forse ancora una volta una delle massime più famose di Franklin Templeton “Evita le mode” è ancora attuale…

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Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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2 risposte a I titoli azionari più popolari tra gli italiani

  1. fausto ha detto:

    Bella analisi. Il cuore del problema è che, guardando ai titoli esteri, finiremo con l’utilizzare i nostri stessi soldi per danneggiare la nostra economia. E’ certamente corretto pensare che chi gestisce i fondi d’investimento debba cercare di mettere i soldi degli aderenti in attività e titoli affidabili e proficui. I nostri amati leader dovrebbero però chiedersi perché, tra questi titoli appetibili, non figurino più quelli delle aziende italiane.

    Se se i titoli e le aziende italiani vanno male la responsabilità è di chi ci governa: abbiamo fatto scelte deliranti in tema di fisco (interamente a carico di chi osa produrre qualcosa o anche solo pulire un bagno) e di politica economica (svanita nel nulla). Così sposteremo molti soldi verso aziende straniere, o magari spingeremo le nostre aziende a lavorare di più all’estero (vedi Enel, che gli utili li fa con le sue partecipate straniere). Un malinconico declino per un’economia reale che pare abbandonata a se stessa.

    • gianlucabati ha detto:

      Ciao,
      Grazie per il commento. Anche il condivido in gran parte ciò che dici tuttavia penso anche che si sta buttando il bambino con l’acqua sporca …e probabilmente presto o tardi si innescherà un cambiamento anche in Italia ….nel frattempo investiamo nelle macro aree ….

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