OVERCONFIDENCE !

Overconfidence, ovvero l’eccessiva fiducia in se stessi che acquisiamo in un mercato rialzista come quello che stiamo vivendo, si sta diffondendo a macchia d’olio. Si registrano i primi casi di persone che pensano di fare meglio da soli e senza l’aiuto di un professionista del risparmio. Persone che cominciano ad operare, sulla scorta di quanto accaduto ai loro investimenti negli ultimi mesi, dimenticando tutte le regole principali alla base degli investimenti come ad esempio la diversificazione. Persone che pensano che hanno realizzato grosse plusvalenze su singoli titoli perchè sono stati bravi a selezionare i singoli titoli. Persone che non fanno raffronti con l’indice di mercato e che quindi non possono e non vogliono capire se stanno battendo il mercato. Le stesse persone che nel momento in cui invertirá il trend ( perchè prima o poi invertirà) incolperanno la sfortuna anzichè se stessi. Uno dei compiti principali di chi cerca di aiutare qualcuno negli investimenti è fare ritornare il cliente con i piedi per terra. Fargli capire che più il mercato sale e più occorre avere sale in zucca. I recenti rialzi del mercato azionario europeo accompagnati da un azzeramento dei rendimenti delle obbligazioni e conti depositi spinge da un lato gli investitori a rischiare di più non conoscendone spesso il significato e dall’altro le banche a vendere rischio con troppa disinvoltura per non perdere il cliente. Infatti succede spesso che il risparmiatore non comprende la relazione tra rischio e rendimento atteso. Mi spiego meglio: se un portafoglio o strumento ha una aspettativa di rendimento maggiore rispetto ad un altro significa che il rischio che si sta sopportando è maggiore. Il rischio diventa quindi la possibilità di ottenere rendimenti/perdite compresi in un range ben definito su un certo arco temporale. Significa che se l’accetto, devo prendere le due facce che caratterizzano il rischio ovvero la possibilità di guadagnare e di perdere. Ma l’individuo, come ampliamente dimostrato, è avverso al rischio. Tradotto significa che non accetta le perdite e che una guadagno di x produce una utilità o beneficio inferiore alla sofferenza che induce una perdita dello stesso ammontare. Diciamo che c’è una componente genetica ed è quindi determinata alla nascita ma c’è anche una componente sociale. Vuole dire che la disponibilità al rischio non dipende solo da noi stessi ma anche da quello che accade agli altri. Se ad esempio il rischio colpisce anche altri ci sentiamo meglio poichè è condiviso. In altre parole siamo più disposti a tollerare un rischio che ci procura un danno se sappiamo che altri stanno subendo lo stesso danno e meno propensi a sopportare un rischio della stessa entità se siamo i soli a subirlo.Per evitare tutto ciò, ciascuno di noi prima di investire dovrebbe misurare la propria avversione alle perdite. E dunque porsi queste domande:

-Il mercato oggi sale ma domani quando ci sará una flessione del 10% cosa farò ?

-Lo accetterò ?

-Quanto sono disposto a perdere nel durante per raggiungere il mio risultato nel medio lungo termine ?

Perché è vero che nel lungo termine il mercato azionario contiene un premio per il rischio e mi remunera maggiormente rispetto ad altre attività a breve termine o governativi ma è altresì vero che pochi sono in grado di resistere in fasi avverse senza vendere. E allora ecco che se decidiamo di comprare rischio perchè i rendimenti reali delle obbligazioni sono ampliamente negativi lo dobbiamo fare indicando al venditore quanto ne vogliamo. Del resto quando andiamo dal salumiere non diciamo semplicemente che vogliamo del prosciutto ma indichiamo quanto ne vogliamo con precisione. Ricapitolando, ogni strumento ha un rendimento atteso ed un rischio ad esso associato. Un portafoglio composto da più strumenti a sua volta ha un rendimento atteso ed un rischio che non sono semplicemente la somma dei rischi dei singoli strumenti per effetto dei coefficienti di correlazione. In base al livello di rischio e rendimento atteso scopriremo di quanto il capitale investito si muoverà dalla media da oggi alla scadenza dell’investimento. Finalmente, solo allora raggiungiamo la consapevolezza di ciò in cui abbiamo investito e non andremo incontro a delusioni cocenti. Già vero, ma mi dimenticavo di coloro i quali non desiderano rischiare, beh …..sono quelli che oggi dovranno accontentarsi di rendimenti a scadenza negativi in termini reali. Dovranno fare i conti tra la sicurezza di una perdita o l’incertezza di un guadagno !

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Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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