Anche l’Europa è tornata in trend

Come sa chi mi legge, cerco il più possibile, di seguire i trend e dunque di non interpretare i mercati in base a impressioni, opinioni o altro ma facendo riferimento ad un modello matematico che studiando le serie storiche ci dice in quale fase è il mercato. Ribadisco, a scanso di equivoci, che non si tratta di un sistema che è immune da falsi segnali come tutti i trading system. Ma la combinazione delle due medie mobili da me utilizzate è la migliore metodologia per minimizzare falsi segnali. Su un arco temporale di 5 anni ( periodo giusto per operare sul mercato azionario) solitamente si creano dei trend ribassisti e rialzisti di medio termine e questo modello è strutturato per segnalarceli. Infatti il problema più grosso per un investitore è capire dove siamo ovvero se l’indice in questo momento è in un trend primario rialzista o ribassista o se invece si tratta di una correzione del trend primario e quindi un movimento di poca rilevanza. Dunque il compito principale del modello che seguo è individuare i trend primari rialzisti e ribassisti di medio-lungo  termine. Il compito principale del modello non è segnalarci se da qui ad un mese il mercato giapponese salirà ma se oggi c’è trend e dunque se entrare con un orizzonte di medio-lungo termine. Poco importa se poi durante il viaggio ci saranno degli imprevisti di breve termine che come si dice in gergo creano rumore perchè ciò che ci interessa è essere in acquisto quando l’indice di riferimento ha massimi crescenti e minimi crescenti. Diversamente i sistemi di trading creati per individuare i movimenti di breve periodo sono pieni di falsi segnali e di “rumori di sottofondo” e quindi non idonei per una operatività con meno transazioni e falsi segnali.  Di qui la necessità di uno strumento che ci individua trend primari e ci distolga dai falsi segnali che invece generano continuamente i trading system di breve termine. Certamente, come dicevo, non riusciamo a sterilizzare completamente questi falsi segnali e dobbiamo accettarli come parte del pacchetto e testando il sistema sugli indici principali capiamo che è un sacrificio che dobbiamo sopportare per avere un utile più che proporzionale. Per illustrare come il sistema ha lavorato dal 1998 ad oggi guarderemo un grafico.

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Si tratta del noto S&P500, indice americano, rappresentativo delle 500 più grandi aziende americane per capitalizzazione. Il grafico mostra gli ultimi 20 anni di storia. Mostra anche come avrebbe lavorato il trading system basato su medie mobili ottimizzate. Prima di tutto osserviamo il numero di interventi a cui tale sistema ci ha sottoposto. Ciò ci serve per capire se l’operatività richiesta dal sistema è elevata e dunque tarata sul breve termine oppure sul medio termine. Negli ultimi 20 anni l’indice ci ha chiamati a prendere decisioni e dunque ci ha fornito segnali 8 volte. Dunque una operatività di medio termine volta a catturare i trend di medio-lungo termine. In seconda battuta andiamo a verificare quanti di questi segnali sarebbero stati falsi segnali. Avremmo avuto 4 falsi segnali ma come si può vedere dal grafico i primi 4 interventi mi avrebbero risparmiato il rischio rovina e tempi lunghi di recupero individuando egregiamente i trend rialzisti e ribassisti mentre i 4 interventi successivi sarebbero stati falsi segnali. Tuttavia facciamo una considerazione importante: quanto rendimento mi avrebbero fatto perdere gli interventi sbagliati ? E da quanta perdita mi avrebbero salvato gli interventi corretti ?

Mia opinione è che non è mai un problema aver guadagnato meno per interventi sbagliati ma è un grosso problema trovarsi a -50% con il proprio capitale investito e magari dover aspettare 12 anni per recuperare il proprio capitale investito. Inoltre questo trading system va opportunamente accoppiato con un trailing stop che ci sarebbe venuto in aiuto riducendo ulteriormente questi falsi segnali ma questo è un altro tema. Ciò che vorrei rimarcare è che avere un metodo è meglio che seguire i media o l’istinto. Ci conduce all’obiettivo alla fine senza dispersione di energie e indecisioni.

Seguendo questa metodologia i mercati azionari internazionali principali quali World, USA, Giappone ed Emergenti sono oggi in trend rialzista e da poco anche l’Europa analizzando il grafico dello Stoxx600 che rappresenta le 600 aziende a maggiore capitalizzazione in Europa.

 

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Osservando il grafico sopra vediamo come il mercato europeo stia ritornando in trend dopo un anno e mezzo. Sarà la riscossa dell’Europa sugli USA ? Sarà l’inizio di un nuovo ciclo di crescita ? O sarà l’inizio della fine dell’Europa ?

Non è certo mio compito fare analisi e previsioni politiche per cui lascio a voi l’ingrato incarico !

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Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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2 risposte a Anche l’Europa è tornata in trend

  1. Giacobbi Giovanna ha detto:

    mi sa che l’Europa è già finita , forse mai iniziata , ma ciò non vuol dire che non possa iniziare un nuovo ciclo di crescita anche se il nostro paese penso rimanga per ultimo

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