Il paziente sta guarendo !

Sono passati 9 anni dal quel settembre 2008 in cui sembrava di essere prossimi alla fine del mondo. Ricordo ancora molto bene le telefonate dei numerosi clienti preoccupati per quello che sarebbe accaduto  non solo sui mercati finanziari ma anche nell’economia reale. Telefonate che talvolta erano anche di disperazione. Un bravo consulente non deve solo arginare lo stato d’animo ansioso e preoccupato del cliente ma anche chiedersi in quei momenti che cosa fare. E la cosa giusta da fare non gli viene suggerito da nessuna testata giornalistica.

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Di solito quello che leggiamo è fatto per trasmetterci delle emozioni al fine di riuscire ad attrarre quanti più lettori possibili. E si sa, le masse si muovono sull’emotività spesso alimentata dai media. Infatti da quel settembre 2008 il mercato azionario sarebbe sceso fino a marzo 2009 ovvero per altri 6 mesi facendo crollare i listini di tutto il mondo di oltre il 50% rispetto ai massimi precedenti. Un consulente finanziario che abbia vissuto quell’esperienza molto forte ed imprevedibile, oggi,  a distanza di anni  dovrebbe chiedersi prima di tutto se il cliente, a cui fornisce aiuto, ha il portafoglio che desidera e la quantità di rischio che aveva chiesto. Si badi bene che ho parlato di quantità di rischio e non se vuole rischio. E qui apro e chiudo la parentesi. Il rischio zero studiato nei vecchi manuali di finanza è scomparso !

E non so quanti risparmiatori abbiano questa consapevolezza e quanti consulenti abbiano il coraggio di dirlo. Digerire questo concetto ci porta al passo successivo che è quello di avere ed ottenere un giusto rapporto rendimento atteso/rischio. In parole semplici significa capire quale perdita/guadagno si è disposti ad accettare su un orizzonte temporale predefinito.

Spesso, quando accadono crash come quelli del 2008, si scopre che tanti hanno comprato del rischio senza saperlo o non ne avevano compreso l’entità. Solo l’esperienza di un consulente finanziario, la conoscenza che ha dei suoi clienti e ancor più la disponibilità del cliente ad aprirsi e chiedere manifestamente ciò che vuole in termini di rischio consentirà a ciascuno di aver un portafoglio che avrà negli anni un rendimento atteso e rischio (misurata in termini di volatilità) in linea con quanto richiesto.

Un portafoglio in cui mettere i risparmi deve essere costruito in modo da tener conto del

  • rendimento Atteso
  •  di quanto oscilla ovvero del rischio
  • scegliendo tipi di investimenti differenti ovvero della diversificazione
  • così che vadano su e giù in modi e tempi diversi ovvero che abbiano una bassa correlazione

Funziona a tal punto che un portafoglio diversificato e decorrelato composto da attività speculative potrebbe risultare meno rischioso di un portafoglio prudente. Dobbiamo, in poche parole, costruire un portafoglio seguendo delle regole ed una metodologia. Ma torniamo al caso di un investitore che, leggendo il giornale del 16 settembre 2008, si fosse spaventato ed avesse venduto un portafoglio azionario World ben diversificato. Fino al 20 marzo 2009 avrebbe cantato vittoria avendo evitato un -35% del World All Country. Ma si sa che in borsa ride ben chi ride ultimo ed oggi avrebbe avuto un rendimento del 82,1%, un 10% circa annualizzato di rendimento !

L’investitore in esame non ha scelto di disinvestire su modelli oggettivi ma solo in base ai media e dunque se lo stesso investitore avesse continuato dal 16 settembre 2008 in avanti a leggere i giornali forse non sarebbe rientrato sul mercato fino al 2012-13 anni in cui i giornali ricominciavano a parlare di ripresa o forse ancora oggi sarebbe fuori dal mercato visto le continue incertezze ed eventi accaduti non beneficiando dei profitti degli anni successivi. lo so che a molti potrebbe apparire noioso questo discorso. Ma pensare di costruire un portafoglio diversificato e fare aggiustamenti in base ad un metodo  è l’unica strada da perseguire per gestire nel medio lungo termine un portafoglio.

Fare timing sul mercato in base ai media è assolutamente sbagliato e questa ne è la dimostrazione mentre è giusto fare aggiustamenti sull’azionario in base ai trend di medio lungo termine delle asset class. Una volta costruito un portafoglio idoneo per ciascuno con i criteri prima elencati si opererà sulla parte di azionario, ad esempio, aumentandola o riducendola seguendo una metodologia che nel mio caso è quella descritta più volte nel mio blog basata su medie ottimizzate e stop loss.Se un investitore avesse operato in questo modo nel 2008 avrebbe ridotto l’esposizione in quel periodo e poi aumentato l’azionario fino a riportarla al valore originario nei mesi successivi al crollo beneficiando oggi di uno dei più grandi rialzi della storia dei listini internazionali. Infatti a marzo 2009 i giornali ed i media continuavano ad affermare che il rally di wall street era una illusione e che le manovre messe in atto dalla banca centrale americana avrebbe messo in ginocchio l’America più di quello in cui era. Il messaggio era “stai fuori dal mercato !”

Alcuni rimangono affascinati interloquendo con professionisti in videoconferenza da Londra che fanno previsioni a breve e suggeriscono di spostare i soldi da una parte all’altra…tuttavia non serve, è solo cinema ed anzi ci porta sulla strada sbagliata, facendoci perdere di vista l’obiettivo e costringendoci a guardare a brevissimo creando ancora più confusione ed incertezza

Occorre partire dall’umiltà e ammettere di sapere di non sapere ! Questo atteggiamento ci consentirà di avere lucidità nei momenti in cui nessuno ce l’ha. E guardando con lucidità il presente non si può non considerare che i mercati azionari internazionali sono in trend nonostante le mille incertezze sul presente e sul futuro, le preoccupazioni etc, rispolverando un vecchio detto secondo il quale le borse sono abituate da anni a scalare i muri delle preoccupazioni. Non si può non vedere che le manovre messe in piedi dai governi e dalle banche centrali prima in America, poi in tutto il mondo compresa l’Europa, abbiano avuto effetti positivi. Non si può non notare che il paziente è uscito dalla terapia intensiva e che oltreoceano hanno staccato le flebo da dicembre 2015, mese in cui abbiamo assistito al primo rialzo dei tassi. Eppure nessuno ha suonato la campanella a wall street e festeggiato il paziente che cominciava a stabilizzarsi e si alimentava da solo !

E non possiamo non notare che il LIBOR usa 3 mesi è salito fino all’1,12% e che un decennale usa oggi rende più di un titolo di stato Italiano. Non si può non notare che l’inflazione sta progressivamente aumentando in USA ed altrove rendendo molto probabilmente  improcastinabile il proseguimento dei  rialzi dei tassi in futuro.

Questo ed altri macro trend occorre vedere quando si costruisce un portafoglio, facendo fotografie in movimento delle variabili economiche finanziarie per decidere i pesi da dare ad ogni asset con cui si costruisce un portafoglio.

Con questo concludo dicendo che il mercato farà il mercato e dunque avrà un andamento che nel breve sarà imprevedibile alla faccia di tutti coloro che pensano di “sgamarlo” !

 

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Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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