Prima è meglio di poi

Ho intenzione di parlare di quella che tecnicamente viene definita “capitalizzazione composta” che è quel processo attraverso il quale in matematica finanziaria un capitale C impiegato per t anni ad un tasso i genera un montante composto. Abbiamo scoperto l’acqua calda ?

Ebbene dato l’innamoramento dell’Italiano medio per gli investimenti a cedola sembrerebbe proprio di si. La formula della capitalizzazione composta sarebbe  la seguente

Mt = C(1+i)t

la formula sopra ci dice che un capitale impiegato per un tempo t genererà un montante (capitale più interessi)  al tempo t.

Ben diverso è parlare della capitalizzazione semplice

          I = C·i·t

In cui I è la somma (interesse)  che otterrò al termine del tempo t impiegando il mio capitale al tasso i. Infatti al termine del periodo avrò ancora il mio capitale iniziale ed il mio interesse. Questa formula viene utilizzata per impieghi di capitale entro i 12 mesi. Come dice la parola stessa è una formula semplice. Ma perchè allora non utilizziamo questa formula anche per periodi superiori all’anno ? E a cosa serve la capitalizzazione composta ?

In pratica posso intascare periodicamente le mie cedole/interessi/dividendi dal mio capitale o decidere di reinvestire gli stessi continuamente fino a un punto di uscita definitivo. Nella seconda ipotesi entra in azione la capitalizzazione composta. Reinvestendo gli interessi ottimizzo il montante finale (poi spiegherò come) ed ho anche un vantaggio fiscale notevole. Infatti più si riesce a rinviare il pagamento all’erario, maggiori saranno i vantaggi che si otterranno. Il principe della finanza Warren Buffet ad esempio non distribuisce mai dividendi sostenendo che è meglio reinvestire totalmente l’ultile. Ricapitolando, un risparmiatore che decidesse di impiegare i propri capitali con un obiettivo di medio lungo termine (come dovrebbe essere) senza incassare dividendi o cedole beneficerebbe dell’approccio della capitalizzazione composta.

In realtà, credo che gli investitori che desiderino la cedola lo facciano più per motivi psicologici che per reali esigenze. Quindi se l’obiettivo vero dell’investitore è incassare cedole periodiche per esigenze proprie, l’investimento a medio lungo termine basato sul rendimento composto non va bene ma se l’obiettivo è la massimizzazione del capitale (per obiettivo casa, pensione, istruzione figli, etc.)  allora non rimangono alternative alla capitalizzazione composta. Ho citato come esempio la pensione perchè spesso mi capita di assistere a richieste di obbligazioni con cedole per il raggiungimento dell’obiettivo pensione. Se io oggi invece risparmio, ad esempio, investendo nella previdenza complementare, allora dovrei avere come obiettivo principale e prioritario la massimizzazione delle risorse disponibili all’età del pensionamento. Va da se che una linea azionaria con il renvestimento dei dividendi è la naturale soluzione.

Oggi, un giovane che andrà in pensione tra 30 anni con aspettative di vita sempre più elevate, potrà raggiungere un montante ottimizzato  ottenendo i massimi benefici investendo in un comparto azionario internazionale che avrà certamente una maggiore volatilità ma un maggiore risultato alla data di uscita grazie all’azione del rendimento composto, alla sterilizzazione dell’effetto timing (sbagliato ingresso sul mkt) ed al differimento delle imposte.

Ora visualizzeremo una tabella con dei numeri che ci aiuterà a capire meglio il concetto.

Investendo 10.000 euro oggi al tasso del 10% annuo con l’interesse semplice ovvero ritirando annualmente i cosiddetti frutti avrei al termine dei 10 anni 20.000 euro. Investendo oggi gli stessi 10.000 euro al tasso del 10% annuo  secondo l’approccio del rendimento composto decidendo di reinvestire gli interessi allo stesso tasso avrei un montante finale di 25.937 euro. Non proprio la stessa cosa direi. Immaginate di ragionare su capitali investiti maggiori, pensate che differenza ci sarà. Inoltre per semplificazione non abbiamo considerato l’effetto differimento imposte, che amplificherà maggiormente la differenza.

Guardiamo la differenza del capitale più interessi nel tempo con l’approccio dell’interesse semplice e composto illustrato con un grafico.

In pratica la differenza si amplia al crescere del tempo in maniera più che proporzionale. Ed ecco perchè è meglio prima che poi, prima si parte ad investire i risparmi e meglio è. Il tempo è nostro alleato e lavorerà per noi ma noi a nostra volta dovremo metterci metodo e pazienza.  Come sono solito dire ..i mercati sono per persone pazienti.

 

 

 

 

 

Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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