Morire in un paradiso fiscale

Stiamo vivendo sotto una forte pressione fiscale ma stiamo morendo ancora fiscalmente felici. Può sembrare paradossale ma nel paese tra i più tassati al mondo (sesto posto per pressione fiscale) ed un debito pubblico tra i più alti (quinto posto nel mondo come debito /pil ) passare a miglior vita costa ancora relativamente poco.

La mia riflessione trae spunto dalle molteplici situazioni familiari che osservo e che si apprestano ad affrontare il cosiddetto cambio di testimone o passaggio generazionale. Agli italiani, a differenza di altre parti del mondo, non piace proprio pensare a queste cose ed anzi il motivo per cui c’è poca pianificazione sull’argomento è perchè non parlandone si pensa inconsciamente ed io aggiungo scaramanticamente di allontanare il più possibile il giorno fatidico. Ma come ben sappiamo prima o poi arriverà il momento in cui tutti dovremo fare i conti con le conseguenze patrimoniali che la nostra dipartita provocherà.

La non conoscenza degli Italiani delle regole presenti in Europa contribuisce a far dormire sonni tranquilli ma ci sono elementi che se analizzati attentamente dovrebbero mettere in allarme i detentori di patrimoni immobiliari e finanziari in vista di una successione.

Il primo elemento è determinato dal fatto che il governo già nel 2015 e nel 2016 ha portato in parlamento una proposta di legge che prevedeva un aumento delle aliquote ed una riduzione della franchigia attualmente in vigore delle imposte di successione e donazione. Poi all’ultimo momento il provvedimento è stato tolto dal testo finale di legge. Diciamo che per ora l’abbiamo scampata. Ma è evidente che si sta andando verso una uniformazione delle imposte e franchigie successorie/donazione a quelle europee.

Il secondo elemento è costituito dal fatto che sappiamo che  lo stato è alla continua  ricerca  di nuove risorse e ciò spingerà i legislatori presto o tardi a rivedere anche questi tributi che ricordiamo essere tra i più favorevoli in Europa.

Pur non volendo dilungarmi in noiosi numeri ma piuttosto sul concetto, riassumo comunque le aliquote che sono differenziate in ragione del soggetto beneficiario:

– 4% con franchigia pari a 1 milione euro (per soggetto) per coniuge o parente in linea retta (figlio, nipote ..)

– 6%  con franchigia pari a 100.000 euro (per soggetto) per fratelli e sorelle

– 6% senza franchigia per altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e collaterale fino al 3°grado

– 8% senza franchigia tutti altri soggetti

– 8% con franchigia pari a 1,5 milioni euro (per soggetto) in caso di beneficiario portatore di handicap

Inoltre allo stato attuale risultano di particolare favore le varie disposizioni previste in materia di modalità di calcolo del valore degli immobili e del valore delle partecipazioni sociali nonché l’esclusione dalla base imponibile per le polizze assicurative sulla vita, per i titoli del debito pubblico ed equiparati (sovranazionali) e per i trasferimenti di aziende e partecipazioni di controllo.

Dalle notizie che circolano sembrerebbe  che il governo in passato  abbia pensato di incrementare le aliquote e ridurre le attuali franchigie, tranne che per le successioni in linea retta (padre-figlio), per le quali potrebbero essere riviste solo le franchigie non superiori a 300-400 mila euro. Sempre notizie non ufficiali dicono inoltre che nessuna modifica vi sarebbe in cantiere per i titoli di Stato e le polizze Vita, attualmente esenti.

Riguardo alle polizze Vita occorre tuttavia dar conto della possibilità di un recepimento legislativo dell’orientamento espresso da parte dell’Agenzia delle Entrate volto a riqualificare alcuni tipi di polizze Vita, quali le polizze unit linked, che non rispondono tanto alla finalità di coprire l’assicurato da un rischio, ma al contrario lo espongono a un rischio finanziario in quanto in realtà consistono sostanzialmente in gestioni patrimoniali diversamente denominate. Tale riqualificazione potrebbe comportare la tassazione di tali tipologie di Polizze Vita in sede di successione.

Al fine di rendere più chiaro e sintetico l’argomento preciso che nel caso di linea retta (padre-figlio) la franchigia attuale di 1 MLN per beneficiario comprende la somma di immobili e beni mobili ( parte finanziaria). Oggi gran parte degli immobili è ancora accatastata a valori nettamente inferiori al mercato e dunque estremamente conveniente in fase successoria. Tuttavia la riforma del catasto è partita e revisionerà il valore degli immobili e terreni in modo da renderli aggiornati al valore reale che essi hanno.  L’effetto nei prossimi anni sarà dirompente tra aumento del valore degli immobili da inserire in successione/donazione da un lato e aumento delle aliquote e riduzione delle franchigie dall’altro.

Se desiderate vedere quale è la situazione in alcuni dei principali paesi d’europa potete leggere un mio vecchio articolo “Occhio alle tasse di successione”

Ora molti di voi diranno ma allora che fare ?

Pianificare sin da ora il passaggio a miglior vita con le molte leve a disposizione (donazione, nuda proprietà, usufrutto, trust, strumenti che escono dall’asse ereditario, etc) è non solo una decisione responsabile ma doverosa nei confronti delle persone a noi vicine al fine di preservare un patrimonio familiare costruito con tanta fatica e dispendio di energie. Ovviamente le figure che entrano in gioco e che potranno essere di aiuto  saranno il dottore commercialista, il notaio ed il consulente finanziario.

 

 

 

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Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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