L’investimento inizia dove finisce il tasso

La ricerca del tasso come la ricerca della felicità. Potremmo riassumere così la ricerca  spasmodica di un ritorno per i propri risparmi che dia soddisfazione e gratifichi. I risparmiatori italiani, e non solo, cercano infatti una destinazione ed un impiego profittevole per la loro liquidità. Le cifre in ballo, come si può vedere qui sotto, sono notevoli

l’Italiano in particolare, essendo orfano dei governativi, dei pronti termini, dei conti di deposito e più in generale di investimenti a breve termine con un tasso di interesse predefinito, è spaesato. Gli viene detto da più parti che dovrebbe trasformarsi in investitore, ma ciò comporterebbe assumere comportamenti diametralmente opposti a quelle che sono le sue abitudini. Significherebbe assumere un orientamento al lungo termine, accettare volatilità, accettare il rischio come parte imprescindibile di un investimento poiché generatore di performance. Tutto questo per ottenere quel premio per il rischio di cui beneficia l’investitore nel lungo termine. Ma anche pensando che possa accettare tutto  questo, si parlerà sempre di rendimento atteso e non di rendimento certo.

Potremmo dire, riassumendo, che l’investitore dovrà accettare la volatilità per avere un rendimento atteso che è una una probabilità di rendimento futuro, ottenuto proiettando i dati del passato. Quindi non avrà in cambio la certezza assoluta del risultato. Ma solo che esiste un premio per il rischio che rappresenta l’extra rendimento rispetto al free risk.

Tuttavia in questo momento, sembra che questi ragionamenti siano troppo complessi ed indigesti, perché la propensione ad essere liquidi è una prerogativa prioritaria sia per gli italiani che per gli europei. Probabilmente ciò è dovuto ad un mix tra sfiducia sul futuro e caratteristiche proprie del vecchio continente meno avvezzo ad investire nel capitale di rischio.

I risparmiatori italiani, oltre che cercare investimenti  a breve termine, sembra che cerchino anche un tasso che, dalle ultime indagini, risulta essere intorno al 3%. Il tasso nominale dunque è il principale obiettivo del risparmiatore, il quale rimpiange ancora i tempi un cui poteva investire a 12 mesi ottenendo tassi a doppia cifra. Il passaggio che oggi si rende non solo necessario, ma obbligatorio, per accedere a rendimenti attesi in linea con quello che si aspetta il risparmiatore, è comprendere che non è possibile aspirare a quei rendimenti attesi depositando risparmi su strumenti di mercato monetario o addirittura  in conti deposito. In finanza si dice che non ci sono pasti gratis, ebbene mai come oggi, questo detto è stato più vero. Occorre però  pazienza  per ottenere rendimenti in un mondo in cui il mercato monetario ed obbligazionario ha tassi negativi perché i mercati sono per persone pazienti

 

Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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