La gestione attiva che funziona

Non è certo quella discrezionale ovvero quella basata sull’opinione del momento. E la gestione attiva  non è nemmeno quella basata sull’emotività del momento continuamente alimentata dai media e dai social. Mi spiego meglio,  la gestione attiva, quella che porta risultati nel lungo termine è basata su una metodologia, che testata su serie storiche più lunghe possibili,  ha dimostrato di poter portare valore aggiunto rispetto ad una soluzione passiva. Occorrerebbe stare molto lontani da coloro che prendono decisioni d’investimento basate sul sentiment di breve termine rincorrendo il mkt. Diffidate da chi vi dice “fate così e guadagnerete milioni a palate”  Fidatevi invece di chi vi dice che il mercato è imprevedibile ma ciononostante può essere affrontato con una strategia. E la strategia oltre ad essere ragionevole e prudente deve adattarsi al carattere, alle aspettative e alle possibilità del singolo investitore. Purtroppo nel panorama dei fondi comuni trovare strategie di gestione che riflettano questi pensieri è più che raro quanto trovare una pietra preziosa.Ho parlato di questo anche nel 2011 in un articolo dal titolo “come battere l’indice di mercato…” e in quell’occasione parlai di come fosse difficile battere un indice composto dai titoli che rappresentano il mercato su cui andiamo ad operare. Nella maggioranza dei casi l’impresa non riesce ed il gestore perde il confronto. Ma qualche gemma esiste. E in questo articolo vorrei parlarvi di una di queste.

Il fondo si chiama MFS Meridian  Prudent wealth, e appartiene alla società MFS fondata nel 1924 a Boston, la prima società negli USA a lanciare il primo fondo d’investimento che aprì la porta degli investimenti a milioni di persone. Il fondo si chiamava MIT (Massachusetts Investors Trust). Molti gestori ovviamente da allora si susseguirono e oggi parlerò di uno di questi, di un gestore che conobbi più di due anni fa Barnaby Wiener. Mi affascinò la sua metodologia poichè basata su una idea concreta e su concetti semplici ma efficaci. Da quel momento iniziai a seguirlo e cominciai a comprarne un pò per qualche cliente per quella parte del portafoglio che io volevo dare in delega. Mi sembrava infatti che potesse rappresentare il giusto compromesso tra ricerca del rendimento effettuata con l’unica asset in grado di generarla ovvero le azioni e una riduzione del rischio downside (perdita) nei momenti di ribasso.

Il portafoglio è composto in ogni momento da tre componenti

-ristretto numero di aziende di elevata qualità

-cash

-opzioni sui principali indici mondiali

Le azioni vengono accuratamente selezionate dal gestore che si concentra su poche aziende ( una sessantina)  ritenute in grado di generare valore nel tempo. Il cash viene sempre mantenuto attorno al 50% per avere la possibilità, quando si verificano le occasioni, di incrementare le posizioni già assunte o coglierne di nuove. Le opzioni put sono acquistate e mantenute nel portafoglio a fini di “copertura assicurativa”: quando si verificano dei crolli del valore degli indici, alcune di queste put entreranno in the money andando proprio a sortire l’effetto desiderato, e avendo in ultima istanza un impatto positivo sulla performance. La combinazione di questi elementi ha l’obiettivo di produrre performance senza dimenticare di preservare il capitale nel lungo periodo.

Sembra facile no, il sogno di tutti ! Lo so cosa stanno pensando in questo momento molti di voi …l’ennesimo Carmignac Patrimoine, Highbridge, etc.. Non sono d’accordo per il semplice fatto che quello che il gestore fa in questo fondo è semplice e comprensibile ma soprattutto è di buon senso. Non c’è dietro chissà quale algoritmo magico…

Il confronto di questo fondo va fatto con un indice azionario internazionale quale il MSCI World all country poichè le aziende che il gestore compra sono internazionali. E dunque facciamolo relativamente agli ultimi  3 e 5 anni.

Il confronto tra un portafoglio world all country a 3 anni è impietoso. Il fondo ha prodotto maggiore rendimento con minore rischio inteso come volatilità. Stessa cosa sul periodo di 5 anni come potete vedere qui sotto.

Ribadisco il fatto che occorre investire quella parte di risparmio che non servirà a breve in azioni poichè è lo strumento più idoneo per raggiungere gli obiettivi di rendimento a cui aspiriamo tutti dal nostro capitale per aiutare un figlio a farsi casa o semplicemente per una vecchiaia serena. Ma questo si può fare in diversi modi.Non vi sto dicendo che la strategia di questo fondo è la migliore o che è l’unica ricetta vincente, tant’è che molti investitori hanno avuto successo utilizzando strategie completamente diverse. Tuttavia ciò che li accomuna è che avevano una strategia chiara e ben definita basata su solide fondamenta. Ed è questo il punto, ogni strategia deve essere ragionevole. Come sa chi mi conosce, occorre conoscere e poi ognuno di noi deciderà come approcciare quel mondo meraviglioso che è il mercato azionario.

 

 

 

Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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