A chi conviene il trading ?

In primo luogo iniziamo con un’altra domanda: chi è un investitore ?

Partiamo col dire cosa non è: non è uno speculatore. Potremmo meglio definirlo come colui che acquista un attività finanziaria, dopo un’analisi approfondita, che gli consenta con una ragionevole probabilità e un certo margine di sicurezza di raggiungere un rendimento adeguato. E’ quasi grottesco osservare che, a seconda dei momenti storici che viviamo, questa definizione non trovi la stessa interpretazione. Infatti dopo grandi crolli e bear markets qualsiasi acquisto di attività di investimento viene considerata speculativa mentre durante grandi rialzi qualsiasi attività speculativa viene giustificata da ciascuno di noi come un investimento. In momenti in cui le azioni costano pochissimo vengono considerate speculative e in periodi in cui i prezzi sono altissimi sono considerate un ottimo investimento e tutti i risparmiatori diventano desiderosi di diventare investitori di lungo termine…

Attenzione, perchè non voglio passare per il moralizzatore, dal momento che la speculazione non è certo immorale ed illegale, anzi una speculazione intelligente svolge un ruolo importante ed aiuta il mercato e lo alimenta consentendo a chi vuole prendere rischi di farlo. Tuttavia mi scaglio contro la speculazione non intelligente cioè quella in cui le masse pensano di stare investendo mentre stanno speculando, quella alimentata da incompetenza e improvvisazione, quella che porta a rischiare più soldi di quelli che ci si può permettere di perdere.

Tuttavia, ciò detto, se si vuole speculare, il consiglio è di fare due conti separati uno dedicato agli investimenti e l’altro dedicato alla speculazione, non aggiungendo soldi, anche se si fanno profitti, nella parte speculativa e non mescolando mai i due conti.

Parliamo quindi di un conto dedicato al trading. Ma l’attività di trading, che come in ogni mercato bullish che si rispetti è diffusa in questo momento anche nel nostro paese, è dunque un’attività d’investimento o pura speculazione ?

Siccome fare trading significa comprare titoli scommettendo che il prezzo salirà perchè ci sarà qualcun altro disposto a pagare un prezzo più alto per averlo, generando nell’operazione un profitto o una perdita, il trading può essere assimilato al gioco d’azzardo che si fa al casinò dove c’è solo una certezza ovvero il guadagno del banco. Nel mercato azionario uscirà certamente un vincente e non sarà certo lo speculatore ma bensì il suo broker. Investire, invece, significa giocare in un casino particolare, in cui alla fine non si può perdere, a patto di giocare sempre secondo le regole che mantengono le probabilità stabilmente a nostro favore. Confondere la speculazione con l’investimento è dunque un grave errore. Alla fine degli anni 90 la speculazione era talmente alta che l’america, e non solo, era diventata la patria degli speculatori e gli attori del mercato saltavano da un titolo ad un altro come delle cavallette. Tutti coloro che in quel periodo riuscivano a battere il mercato (fare meglio dell’indice) si vantavano di questo e consapevoli di aver ragione e certi di aver trovato una tecnica che batteva il mercato in qualsiasi periodo. Si iniziò quindi ad ignorare il principio base della finanza ovvero la diversificazione poichè i day traders pensavano di poter battere il mercato nel lungo periodo considerando inutili i lavori di asset allocation  degli analisti e money manager.

Cerco di descrivere con un esempio la situazione che si può creare quando la speculazione prende il posto dell’investimento. Immaginiamo di dover raggiungere una destinazione a 200 km di distanza. Se percorro la distanza a 100 km orari arrivo dopo 2 ore ma se la percorro a 200 km orari arrivo in un ‘ora. Se ci provo e sopravvivo e la raggiungo quindi in un’ora significa che ho ragione ? Potrei vantarmi di aver fatto questa scelta e magari anche tutti voi potreste seguire il mio esempio…

La morale è che posso utilizzare tutti i trucchi che voglio per battere il mkt ma può funzionare per un breve periodo, nel lungo periodo questi trucchi uccidono.

Un investitore calcola il valore di un titolo, di un mercato, sulla base del valore delle attività patrimoniali e finanziarie di quell’azienda o mercato. Sappiamo che l’istinto dell’azzardo è nella natura umana, ma dobbiamo tenerlo a freno ed imbrigliarlo in modo da evitare di fare confusione tra investimento e speculazione.

Ed il ruolo del consulente finanziario deve essere anche questo. 

Dal 2018 l’ESMA (autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) ha imposto che tutti i broker autorizzati ad operare in Europa siano obbligati a mostrare la percentuale delle perdite dei loro investitori. La pubblicazione di questi dati ha portato a conoscenza la reale gravità della situazione.

-I traders perdenti sono in media il 78,8%

-1% la percentuale dei traders che è in grado di guadagnare un profitto al netto delle commissioni

Adoro la statistica ed i calcoli di probabilità perchè mostrano le alternative possibili nella nella finanza e nella nostra vita fornendoci elementi razionali in base a cui scegliere un’opzione un’altra. Ci toglie quindi l’ansia derivante dalla domanda che ci facciamo quando operiamo scelte:

Ho fatto la scelta giusta ?

 

 

 

 

 

 

Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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Una risposta a A chi conviene il trading ?

  1. Romualdo De Leonardis ha detto:

    Complimenti, ottima informativa, un po di stanchezza nell’ultima parte con un nella in più e una o in meno.
    Saluti

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