Che sbronza !

Bere bene è sempre buona cosa, e a volte bere qualcosa in più può generare quell’euforia temporanea che può dare origine ad uno stato di effimera beatitudine. Ma Mr market sembra proprio che questa volta abbia voglia di esagerare con i drinks e abbia preso una bella sbornia. Voi potreste dire: “cosa c’è di male se gli organizzatori della festa continuano a portare carrelli pieni di drink” ? “Cosa c’è di così sbagliato se i partecipanti si divertono un pò?” Sfortunatamente è dato sapere che, quando si passa dall’euforia temporanea di un bicchiere in più alla sbronza, le feste degenerano, sfociando in comportamenti inappropriati che a loro volta causano danni ingenti al proprietario di casa.

Nei giorni scorsi, esattamente mercoledì 10 novembre 2021, è sbarcata sul Nasdaq la sesta più grande IPO di sempre. Il suo nome è Rivian, un produttore di pick up, suv e furgoni elettrici, partecipata al 20% da Amazon e al 13% da Ford.

Voi direte: ” e allora ?”

Il punto è che Rivian è stata fondata 12 anni fa e da allora non ha venduto nessun veicolo fino al giorno della quotazione in borsa, in cui risulta abbia venduto i suoi primi 150 pick up !

Potremmo considerare quest’ultima una bella notizia, se non fosse che quei 150 veicoli sono stati consegnati ai dipendenti dell’azienda ! Ma fino a qui nulla di così strano, potremmo pensare che hanno quotato una azienda che ha buone prospettive…certo ma…

104 MLD di dollari !

A tanto ammontava la capitalizzazione raggiunta da Rivian durante la prima seduta di borsa. E allora a questo punto, direi che potremmo definire non solo strano ma anche inquietante, sapere che Mr market sta valutando 104 MLD un’azienda che non ha ricavi. Ma Mr market non sbaglia mai perchè ha sempre tutte le informazioni disponibili dunque se la valutazione è questa va bene così…

E Rivian è solo la punta dell’iceberg. Nei soli primi 6 mesi del 2021 sono arrivate sul Nasdaq 410 IPO battendo ogni record precedente. E tra queste ci sono, rimanendo nel settore automotive, Sono Motors, Lucid Motors, Nio, Workhorse group, Arcimoto, solo per fare qualche nome. Tutte aziende, come le 410 nuove aziende arrivate sul Nasdaq nel 2021, che hanno trovato investitori compiacenti e molto disponibili in fase d raccolta di capitale. Investitori attratti dalla possibilità di fare denaro in tempi brevi, in tempi di vacche grasse.

Tutti vogliono salire sul treno diretto a Wonderland e a nessuno interessa conoscere i conti di quelle aziende, dei settori in cui operano e dei margini che hanno. Discorsi obsoleti e noiosi.

Qualsiasi libro di analisi di bilancio, di analisi fondamentale, sembra improvvisamente anacronistico. Un tempo si compravano gli utili, cercando di capire quanto era giusto pagare quegli utili per rientrare dell’investimento con i profitti dell’azienda in tempi ragionevoli, poi si è passati all’epoca in cui si compravano i ricavi di una azienda senza curarsi degli utili. L’importante era che l’azienda aumentasse il fatturato. E qui le aziende hanno sguazzato nel mare di liquidità disponibile a costo zero per fare acquisizioni e massa critica. Ma sembra che anche questi tempi siano passati e oggi non si comprano più utili, non si comprano più ricavi, si comprano sogni!

Ma io sono qui per dare la sveglia e per condurvi fuori dai sogni riportandovi alla realtà. la realtà dei numeri, che è quella che prevarrà, quando la liquidità calerà e Mr market avrà smaltito la sbronza. E allora analizziamo le quotazioni dei principali indici rapportandole alla media degli utili degli ultimi 10 anni aggiustata per l’inflazione, dati cortesemente forniti da Robert shiller professore all’università di Yale, Nobel per l’economia nel 2013.

Nella tabella di cui sopra, avete il rapporto prezzo/utile aggiornato al 30/06/2021 dei principali mercati al mondo. Se prendiamo quello USA vediamo che trattava a 37,73 contro una media storica di 16,89.Un massimo di 44,19 toccato nel dicembre 1999 ed un minimo di 4,78 nel dicembre del 1920. Il decennio susseguito a questi due periodi hanno espresso ritorni che ben conosciamo nel primo periodo. Per il periodo dei ruggenti anni 20 ed il ritorno del mercato azionario vi rimando ad un grande classico della lettura di John kennet Galbraith “il grande crollo”.

Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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