Roller Coaster

Eccoci qui, in questo inizio di nuovo anno, che avrei voluto passare sciando, ad occuparci ancora delle dinamiche dei mercati e dei cicli economici. Diciamoci la verità, ciò che rende estremamente affascinante i mercati, è la loro imprevedibilità. E come sempre, l’inizio di ogni anno nuovo, porta con se oltre agli oroscopi anche numerose previsioni sui mercati finanziari delle principali case d’investimento e dei loro guru. Chissà perchè, poi però, alla fine dell’anno, nessuno, a parte loro stessi (e a volte neanche), si ricorda che cosa avevano predetto…

Ma si sa, nel circo delle previsioni finanziarie, tutto questo è parte integrante dello spettacolo. Sapete come la penso in proposito, piuttosto che spendere il nostro tempo nel leggere report, meglio analizzare dati e numeri che esprimono sempre oggettività e fotografano una situazione reale.

Proprio ragionando con questa logica oggi vorrei commentare con voi alcune slides che comunemente in finanza vengono definite “Roller Coaster”. Proveremo ad analizzare i ritorno totale (aumento prezzi più dividendi) del mercato azionario USA a 5 anni, 10 anni, 20 anni ed infine 30 anni. ma questa volta lo facciamo rappresentando i ritorni con un grafico che appunto assume le sembianze delle montagne russe. Prendiamo in esame il mercato USA, perchè è quello su cui abbiamo più dati storici, ma anche perchè è quello che tracca l’indice principe per un investitore accorto, l’ MSCI World. Per cui l’analisi potrà essere riportata su una strategia world e dare risultati simili.

Ma quale è lo scopo di questa analisi ?

In primis, aumentare il nostro livello di conoscenza del mercato azionario e delle sue dinamiche. Ciò consentirà non solo di fare scelte più consapevoli ma anche di controllare la nostra emotività più facilmente sia nelle fasi di grande euforia, avidità e assenza di paura che nelle fasi opposte in cui prevalgono sentimenti quali il pessimismo il panico e la paura. A volte non è facile mantenere il sangue freddo in presenza di alcuni investimenti potenzialmente profittevoli tuttavia se si ha alle spalle una solida preparazione e cultura finanziaria, un corretto stato psicologico ed il controllo del rischio, un capitale investito adeguato, si può ragionevolmente affrontare qualsiasi mercato finanziario avendo buone probabilità di guadagno nel tempo.

Per cui ricordiamoci che l’obiettivo è migliorare il nostro rapporto rendimento/rischio utilizzando tutte le strategia possibili (pac, analisi dei trend, fondi 60/40) per avere il migliore rapporto possibile.

Ma andiamo a vedere queste montagne russe e partiamo dalla slide a 5 anni

Roller Coaster 5 anni

Immagina di aver investito 5 anni fa (2017) 10.000 euro sul mercato azionario USA (S&P 500). Immagina anche di non essere stato per nulla influenzato da nessuna notizia e quindi di aver mantenuto fede al tuo investimento iniziale. Oggi avreste un rendimento reale (al netto dell’inflazione) annuo pari al 15,35% ed un capitale finale pari a 24.440 euro. Il grafico ci dice anche, che se avessimo investito nel 1995 dopo 5 anni ovvero nel 2000 avremmo ottenuto un rendimento reale annuo strabiliante pari al 25,05%. Di contro, se avessimo investito nel 2004 dopo 5 anni nel 2009 avremmo ottenuto un rendimento reale annuo negativo pari al -8,12%. Così si legge la slide sulle montagne russe. In pratica nel grafico sopra vedete un indice dei prezzi che nel lungo termine è destinato inevitabilmente a crescere ma sotto vedete i ritorni a 5 anni di un investitore dal 1872 e in particolare la volatilità dei ritorni a 5 anni del mercato azionario. Abbiamo un ritorno massimo a 5 anni a 33,35% ed un minimo a -13,22%.

Chiamasi volatilità dei rendimenti lo scostamento dei rendimenti dal valore medio. E questa è la parte più difficile da accettare per un investitore ma se riusciamo ad accettarla e la conosciamo, potremmo sfruttarla a nostro favore migliorando il nostro rapporto rendimento/rischio.

La prossima slide conterrà invece i rendimenti rali annualizzati di un investitore a 10 anni.

Roller Coaster 10 anni

La prima cosa che salta all’occhio, è una palese riduzione della volatilità. Infatti il migliore decennio in termini di rendimento annualizzato dal 1872 è quello 1920-1930 con un 19,97% annualizzato ed il peggiore è quello ottenuto da un investitore che avesse investito dal 1999 al 2009 che avrebbe ottenuto un -5,93%. Quindi una minore dispersione dei rendimenti dal valore medio. Vale a dire che maggiore è l’holding period e tanto minore sarà la probabilità di avere rendimenti molto lontani dalla media ma soprattutto anche nel “worst case” si ridurrebbe la perdita subita.

Passiamo alla slide che rappresenta i ritorni annualizzati reali annui realizzati da un investitore che ha mantenuto un orizzonte a 20 anni.

Roller coaster 20 anni

Beh, senza ombra di dubbio potremmo dire che qui le montagne russe si addolciscono notevolmente fino ad assomigliare al brucomela ovvero una montagna russa dedicata ai bambini. La volatilità si smorza tantissimo, passando da un rendimento annualizzato massimo su 20 anni del 13,60% ottenuto da un investitore entrato nel 1980 ed uscito nel 2000 ed un rendimento minimo annualizzato dello -0,06% di un investitore entrato nel 1902 ed uscito nel 1922. La forchetta dei rendimenti ottenibili su orizzonte ventennale si è andata a ridurre ancora, confermando ancora una volta, che la volatilità dei rendimenti è inversamente proporzionale all’holding period dell’investitore.

In questa analisi, dulcis in fundo, non poteva mancare la slide con orizzonte temporale di 30 anni, che mostra come non vi siano mai stati ritorni annualizzati reali negativi nella storia del mercato azionario.

Roller Coaster 30 anni

Lo so già, qualcuno di voi dirà che 30 anni sono troppi per vedere risultati da un investimento. A queste obiezioni rispondo che per una parte dei nostri risparmi molti di noi possono ragionare certamente su questi orizzonti, pensiamo ad esempio al tfr accantonato da un lavoratore o ai contributi versati in un fondo pensione. Eppure nonostante la netta supremazia nel lungo termine della strategia azionaria molti risparmiatori si ostinano a fare portafogli basati sulle previsioni e non sull’orizzonte temporale che hanno davanti. Ragionando in questo modo si sono preclusi crescite dei loro capitali a doppia cifra e ciò che è peggio si precluderanno tutte le opportunità che il mercato offrirà da qui ai prossimi decenni.

Finisco con l’aggiungere che questi dati, possono anche essere utilizzati, in una gestione attiva per decidere in quali periodi tatticamente sovrappesare o sottopesare l’equity.

Buon 2022 a tutti

Informazioni su gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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