Quante volte ad ognuno di noi è accaduto di aprire l’armadio e percepire una grande confusione, un senso di disordine che ci crea ansia e mancanza di controllo. Beh, vi garantisco che è la stessa cosa che si prova quando apriamo un portafoglio pieno di strumenti finanziari di cui non si capisce lo scopo, l’utilità e soprattutto l’organizzazione, al punto che, se devo mettere ordine non saprei da che parte iniziare, cosa tenere o scartare e perchè.
Mi sono trovato ad analizzare, più frequentemente di quanto uno pensi, “Zoo portfolios”.E vi confesso di essere stato in grande difficoltà nel farlo ma allo stesso tempo fortemente motivato nel mettere ordine, come fosse l’armadio di casa mia.
Ma vediamo come dovrebbe essere organizzato un armadio e perché. L’idea di base, è quella di avere nel nostro armadio solo vestiario che indossiamo, scartando tutti quegli abiti, scarpe ed accessori che nell’ultimo anno non abbiamo mai messo nemmeno una volta. Se non li abbiamo mai scelti significa che non ci piacevano e che non li consideriamo utili. Per cui, perché tenerli?
Una volta deciso quali tenere e quindi quelli meritevoli di occupare il nostro armadio, si tratterà di dedicare un cassetto, uno spazio, per tutti quelli che sono accomunati dalla stessa funzione. Ad esempio non metterei insieme nello stesso spazio una berretta di lana con un costume, un paio di calzini con una camicia.
Lo scopo è quello di trovare facilmente e velocemente il vestiario idoneo a soddisfare una data esigenza, dandogli una collocazione ben precisa e distinta.
Altro esempio è dividere i vestiti per stagionalità, magari mettendo nella parte superiore dell’armadio quelli della stagione trascorsa, in modo da non creare confusione.
Mettere a portata di mano i capi di uso quotidiano e così via…
Questo processo, che immagino sembri a tutti noi molto logico, razionale e di buon senso dovremmo applicarlo al nostro portafoglio investimenti.
Investimenti che non ci piacciono, perchè semplicemente non li capiamo, li abbiamo da tanti anni e non hanno dato alcun risultato, vanno eliminati. E anche quelli che non riteniamo possano essere utili per il raggiungimenti dei nostri obiettivi. Quelli che rimarranno dopo questa prima selezione andranno ordinati per tipologia e andrà data una collocazione ben precisa in relazione all’ esigenza che questi strumenti possono soddisfare. Una volta divisi e raggruppati andranno riposti in cassetti e spazi dedicati, in modo da non generare confusione nel momento in cui apriamo il portafoglio investimenti.
Non avremo più un senso di ansia quando le cose non andranno come pensavamo e quando tutto attorno a noi sembra dirci che stiamo sbagliando… poiché sappiamo che anche se nel cassetto della previdenza ci sono strumenti che in questo momento perdono, saremo sereni e non preoccupati, consapevoli che quel cassetto andrà aperto tra molti anni.
Alla stessa stregua, se fuori arriva una tempesta improvvisa e devo uscire di fretta, sappiamo che potremo apire il cassetto in cui abbiamo inserito i “capi jolly” e prendere velocemente ciò che ci serve. ll “capo jolly” potrebbe essere un cassetto virtuale del portafoglio titoli, in cui abbiamo lo strumento liquidabile a vista per fare fronte alle nostre emergenze. Così facendo, il nostro stato emotivo può essere nettamente migliorato e così anche le performance dei nostri investimenti che dipendono si dal mercato ma anche dal nostro comportamento. Concentriamoci certamente sull’intero portafoglio investimenti, costruendolo ragionando sull’insieme e non sul singolo;una volta costruito lo pensiamo suddiviso per spazi e cassetti.
In breve, si tratta di riuscire a costruire una contabilità mentale e quindi suddividere mentalmente il patrimonio in più categorie che potrebbero essere per semplificare:
denaro corrente in cui potremmo fare rientrare conti correnti e contante
ricchezza corrente in cui potremmo comprendere obbligazioni, etf, quote di fondi bil/obbligazionari, etc
ricchezza futura in cui potremmo includere correttamente casa, azioni, previdenza e polizze
Nella gestione del risparmio questi conti mentali possono tradursi inoltre in altrettante strategie d’investimento, che partendo da un obiettivo specifico, consentiranno di definire l’asset allocation, l’orizzonte temporale, la liquidità (intesa come possibilità di smobilizzare l’investimento), la distribuzione e l’accumulo dei proventi ed ogni altro dettaglio.
Tutto questo processo ci difenderà da noi stessi e da comportamenti dettati dall’emotività e dall’urgenza del momento, che si riveleranno fatali per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti.
Se faremo così la prossima volta che una tempesta ci sorprenderà, non correremo verso l’armadio cercando nel panico una protezione adeguata, ma apriremo subito il cassetto in cui troveremo il capo giusto per proteggerci. Analogamente negli investimenti, questi strumenti possono essere i più diversi; quali la liquidità, una polizza caso morte temporanea, strumenti decorrelati dai mercati azionari quali asset alternativi, e così via.
La morale è che è meglio spendere del nostro tempo per riordinare il prima possibile il nostro armadio piuttosto che procrastinare e piangere poi per non averlo fatto.