Guidereste con gli specchietti retrovisori?

Lo so, la tentazione è forte. Come dicono gli inglesi la “fear of missing out” o come diciamo in Italia “la paura di perdere il treno” trasforma la tentazione in azione. Là fuori c’è un buffet e già si sono accomodate molte persone che conosco, chi sono io per non approfittarne?

E qui veniamo al punto. Guardare il passato per prendere decisioni di investimento è buona cosa?
Se esistesse ancora Isac Newton potrebbe portarci la sua testimonianza. Correva il 1700 quando la compagnia dei mari del sud (società inglese a partecipazione pubblica e privata) ottenne il monopolio pr il commercio in sud America. ma purtroppo in quel momento la Spagna controllava il commercio in quell’area, rendendo rischiose le aspettative sui profitti della compagnia inglese ma le azioni crebbero di valore vertiginosamente e molti investitori successivamente (dopo il Buble act nel 1720) furono rovinati dal crollo delle quotazioni.
In quell’occasione anche Isaac Newton, il genio della fisica, si rovinò investendo in azioni della Compagnia dei Mari del Sud. “Posso calcolare i moti dei corpi celesti, ma non la follia della gente”, commentò al mercato, dopo aver acquistato, venduto e infine riacquistato, poco prima del crollo.

Ma un secolo dopo, anche Karl Marx fallì esattamente come Newton. L’8 giugno 1864, l’autore del “Il Capitale” scrisse al suo collaboratore e amico Friedrich Engels che aveva “fatto un bel colpo in borsa. Son tornati i tempi in cui, a Londra, con arguzia e pochissimo denaro, è possibile far soldi”.

Marx commenterà qualche tempo dopo: “Io, e ciò vi sorprenderà non poco, sto speculando parzialmente in fondi americani, ma soprattutto in azioni inglesi, che quest’anno stanno spuntando come funghi (a beneficio di ogni società per azioni immaginabile, e anche di quelle inimmaginabili), vengono pompate sino a un livello assurdo e poi, il più delle volte, crollano. Ho guadagnato in questo modo più di 400 sterline e, ora che la complessità della situazione politica offre maggiori opportunità, ricomincerò da capo. È un genere di operazione che richiede poco tempo, e che vale la pena di fare, pur correndo qualche rischio, per alleggerire il nemico del suo denaro”. E…non finì bene!

Ma cosa causa le bolle? La risposta è complessa perchè ogni volta che si forma una bolla, questa è causata da fattori diversi, ma c’è un comune denominatore dalla bolla dei tulipani nel 1600 al Bitcoin nei nostri giorni (forse)…ovvero il comportamento degli esseri umani. Ad un certo punto si innesca un effetto gregge, che innesca un effetto emulativo, basato sull’avidità, che spinge le persone a gettarsi nella mischia senza riflettere sul perchè si acquista e su cosa potrebbe accadere.

Oggi vi sto parlando di questo tema, non perchè penso che si stia creando una bolla finanziaria in qualche asset (tesi che non posso certo affermare con certezza), ma perchè vedo ogni giorno, sempre più forte, la crescita del fenomeno emulativo da parte degli investitori. A tal proposito avete sentito parlare di meme stock e di Roaring kitty ad esempio…e di quanti followers abbia?

Si sta formando una sorta di palla di neve, che venendo giù dalla montagna diventa sempre più grossa, composta da investitori attratti dai guadagni stellari ottenuti sul mercato azionario da altri investitori, sulle cripto, sulle meme stock e così via.

In definitiva, scelte dettate da una focalizzazione sul passato e non su una analisi presente e futura, in buona sostanza da un approccio all’investimento guardando dallo specchietto retrovisore. Per spiegarmi meglio farò un esempio pratico e reale su ciò che potrebbe accadere.

Tutti, oramai, conoscono l’oracolo di Omaha, Warren Buffet. E’ sulla bocca di tutti e tutti vogliono emularlo, oggi!

Ma se avessimo acquistato quote delle sue azioni berkshire hathaway alla fine del 2007, confortati da due anni precedenti strepitosi ovvero 24,11% nel 2006 e 28,74% nel 2007, avremmo fatto la scelta giusta?

Si,…molti di voi staranno pensando, si guardando poi come sarebbe andata oggi dopo 17 anni.

Ma chissà cosa avremmo fatto a inizio 2013 vedendo che i nostri investimenti ancora non stavano performando. Sono sicuro che avremmo messo in dubbio la bontà della nostra scelta, soprattutto dopo aver letto sui media frasi come queste, “Warren ha perso il tocco magico?”

Per evitare questa spiacevole situazione e dover metterci alla prova, basterebbe utilizzare il buon senso, evitando di fare scelte dettate dalle performance passate, evitando di dividere in buoni e cattivi i renedimenti delle asset, pensando che se non ha performato negli ultimi anni non perfromerà più. Questa è una trappola in cui non possiamo cadere. Facciamo scelte di asset allocation strategica coerente con il profilo rischio/rendimento della stessa nel medio lungo periodo, lasciando spazio all’asset allocation tattica e dinamica che ci consentano di cogliere le opportunità del mercato.

Vogliamo fare un esempio?

Era il 2000 e i titoli growth stavano sovraperformando da tempo i value…,possiamo vedere cosa è successo negli anni successivi!

Il grafico di cui sopra, invece, mostra un mercato azionario baldanzoso dal 2020 con rendimenti a tripla cifra dopo 4 anni del value e growth ma mostra anche come dal 2023 il divario stia crescendo mano mano che la febbre per il tech sale. E i tassi di interesse non sono a zero!

Facciamo scelte basate sui fondamentali, sul valore intrinseco di un’attività finanziaria, acquistandola non perchè è salita ma perchè c’è del valore inespresso facendo attenzione al “margine di sicurezza”. Sarà quest’ultimo che ci salverà, quando il mercato prezzerà senza l’effetto speculazione le attività finanziarie.

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About gianlucabati

Consulente finanziario Finecobank
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